Carla CANTORE
Foto - Arteterapeuta | Curatrice
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ARTE - un viaggio nelle profondità di sé

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Da bambini molto probabilmente ci siamo divertiti a colorare, disegnare, fare collage o castelli di sabbia. Mentre cresciamo e da adulti incominciamo a non considerarci così creativi o dotati di talento artistico.
Eppure inconsapevolmente ci sarà capitato di sperimentare il potenziale dell'arte.
Qualcuno dipinge oppure si dedica alla fotografia come hobby, in questo modo riesce a rilassarsi, a trovare sollievo dallo stress. Altri magari si dedicano alla scrittura, alla poesia oppure tengono un diario dove inseriscono frasi o immagini o fanno schizzi e lo trovano utile per comprendersi. Altri invece scarabocchiano mentre parlano al telefono oppure fanno dei disegni mentre sono in attesa, tutto ciò li aiuta a pensare più chiaramente.

Queste sono tutte attività che vengono svolte per poter allentare la tensione e lo stress, per calmarsi, per trovare un certo piacere e/o superare sentimenti sgradevoli.

L’arte permette di giocare con i colori e può diventare un modo per colorarsi la vita.

Se ci fosse un qualche passante ad osservare un incontro di arteterapia, mi rendo conto che potrebbe sembrare una lezione di disegno o di pittura. Invece c’è una grande differenza: l’obiettivo. Per capirci: in una lezione d’arte vi chiederanno di rappresentare sul foglio quello che vedete fuori da voi. Come ritrarre una modella o dipingere una natura morta. In un incontro di Arteterapia invece vi si chiederà di esplorare la vostra esperienza interna (sentimenti, percezioni, immagini). Questo perché il focus a cui puntare l’attenzione è posto sullo sviluppo e l’espressione di immagini che affiorano da dentro.

Avere un approccio creativo all’esistenza significa prendere in mano gli elementi della vita e rimescolarli come più ci piacciono.
“L’arte è l’espressione dei sentimenti più profondi nel modo più semplice”
Albert Einstein

Spesso trasformare le emozioni in parole è difficile, può essere di grande supporto l’utilizzo di materiale e tecniche artistiche. Arte ed emozioni sono indissolubilmente legate.

Attraverso il potere dell’arte attiveremo qualcosa di non definito, nominato o espresso a parole. Lasciando libero il nostro flusso interiore faremo esperienza di gioco e incontro con la nostra creatività e la nostra immaginazione. In quel momento ciò che creiamo giunge dalla nostra anima spontaneamente e possiamo così esprimere le nostre emozioni profonde senza metterci in gioco in modo diretto. Il foglio, il colore, la tela, la creta e qualsiasi altro materiale artistico diventa così una zona franca, uno spazio protetto dove poter sperimentare nuovi modi di essere, di pensare e di sentire e così conoscersi e raccontarsi.

Per un bambino è naturale impugnare un colore, farà un tratto grafico, per noi adulti sarà un semplice scarabocchio ma per loro è il primo tentativo di comunicare con il mondo esterno. Crescendo si perde quella spontaneità e immediatezza di comunicare con le immagini e utilizziamo maggiormente la parola e il linguaggio verbale, perdendo coì parte della nostra spontaneità.

Riuscire a ritrovare queste immagini, con incontri guidati di mediazione artistica, presentarle agli altri e noi stessi per primi, ed esplorarle ci permette di recuperare la nostra storia. Le nostre parti più profonde.

Nei miei gruppi ho potuto sperimentare come ogni persona arriva da me con la sua storia, con le sue convinzioni, con i suoi bisogni e le sue aspettative. Arriva e si concede una pausa di ascolto, di apprendimento e di consapevolezza. Il gruppo diventa un contenitore, uno spazio relazionale non giudicante entro cui ogni partecipante, guidato, potrà misurarsi con l’altro, e attraverso l’altro prendere coscienza di sé, in un confronto liberatorio e costruttivo.

Fare arte e farla in gruppo risulta essere particolarmente benefico perché può aiutare la persona a fare i conti con le proprie emozioni, nel gestirle, nel prendere le decisioni, le situazioni ambigue. Così come nel laboro di gruppo si è agevolati nel superare il senso di isolamento attraverso il sentirsi appartenere a un gruppo e sperimentare nuove strategie comportamentali.ci viene in aiuto affermando che ogni creazione artistica può potenzialmente sollecitare alcune abilità e risorse.

“Il coraggio di immaginare alternative è la nostra più grande risorsa, capace di aggiungere colore e suspense a tutta la nostra vita”.
Daniel J. Boorstin


© Carla Cantore | Arteterapeuta e formatrice certificata Metodo Caviardage®

CORTONA ON THE MOVE

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MATERA PHOTOGRAPHERS AVIS 2022

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Venerdì 10 dicembre 2021 alle ore 18 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi della Basilicata in via Lanera 20 l’Avis Matera presenta il suo nuovo calendario “Matera photographers Avis 2022”.

Arriva un nuovo anno con le speranze e le attese di ognuno, soprattutto dopo questi due anni di dura prova a livello mondiale.
L’AVIS lo celebra con il suo nuovo calendario “Matera photographers Avis 2022”.
Sette fotografi professionisti, rigorosamente citati in ordine alfabetico: Mimmo Barile, Carla Cantore, Antonello Di Gennaro, Gerardo Fornataro, Antonio Genovese, Francesco Giase, Roberto Montanari.
Il calendario diventa un’opera d’arte contemporanea, un modo per avvicinare due mondi, due culture, due tipologie di attenzioni, di proiezione al di là di sé.
Sette fotografi professionisti che hanno fatto dono all’AVIS delle proprie opere, perché l’opera è bellezza se condivisa, proprio come il gesto di ogni donatore.
Un sentito grazie ai maestri della fotografia ma anche a chi ha saputo, con altrettanta professionalità, dare una veste grafica al calendario degna dei contenuti.
Grazie alla Stamperia di Gaetano e Rosalba Liantonio e all’Unibas, nella persona del Magnifico Rettore professor Ignazio Marcello Mancini e di tutto il suo staff.
Sincera riconoscenza alla disponibilità della professoressa Maristella Trombetta, docente di storia dell’ estetica presso l’università di Bari: converserà con i fotografi mettendo in luce le singole peculiarità.
Grazie a tutti i donatori e gli associati che sono il fermento della famiglia AVIS.

SENZA CONFINI - MOSTRA FOTOGRAFICA MESAGNE

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Amici della De Vittorio APS e Matera International Photography in collaborazione con lo Stato Sociale della fotografia organizza da sabato 2 ottobre e sino al 12 ottobre 2021 SENZA CONFINI.

Un'esposizione fotografica che vuole onorare i vari autori, pensatori, artisti che hanno contribuito con la loro libera personalità a edificare un nuovo rifugio di idee e creatività: creando durante la pandemia, che ha stravolto le nostre esistenze, un lungo viaggio virtuale di fotografia e non solo. Storie da custodire e storie da raccontare “oltre ogni confine”. Gli organizzatori invitano a visitare questo interessante progetto di cultura della Fotografia autoriale del contemporaneo.

Corrado Amitrano
Graziano Bartolini
Salvatore Benvenga
Carla Cantore
Michele Carnimeo
Paolo G. De Maio
Antonello Di Gennaro
Franco Donaggio
Mario Ferrara
Pierfranco Fornasieri
Enrico Genovesi
Bruna Ginammi
Pierpaolo Mittica
Stefano Pia
Tommaso Putignano
Stefano Stranges
Pio Tarantini
Roberto Toja
Antonello Turchetti

QUANDO
Inaugurazione sabato 2 ottobre presso la sede dell'Associazione Di Vittorio in via Castello a Mesagne (BR) alle ore 19.00

ORARI APERTURA
La mostra sarà visitabile ogni giorno sino al 12 ottobre dalle 17 alle 20,30

INGRESSO LIBERO
CON GREE PASS

SENZA CONFINI - Mostra Fotografica

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Ideata, realizzata e organizzata da:
Matera International Photography
Lo Stato Sociale della Fotografia
Studio Arti Visive Gallery
CNA


SENZA CONFINI
Un evento di fotografia che vuole onorare i vari autori, pensatori, artisti che hanno contribuito con la loro personalità sincera e libera, a edificare un nuovo rifugio di idee e creatività; creando durante la pandemia, che ha stravolto le nostre esistenze, un lungo viaggio virtuale di fotografia e non solo. Del resto, quello che continueremo a fare sarà seguire una direzione che si modella e si accresce a ogni nuovo incontro.

Lo Stato Sociale della Fotografia è divenuto uno spazio dove ognuno ha storie da custodire e storie ancora da raccontare, “oltre ogni confine”.

Ecco quindi, concretamente, qui, nella città Capitale Europea della Cultura 2019, Matera, che presentiamo alcuni degli autori della nostra rubrica: “Fotografia & Dintorni”:

Corrado Amitrano
Graziano Bartolini
Salvatore Benvenga
Michele Carnimeo
Paolo G. De Maio
Franco Donaggio
Mario Ferrara
Pierfranco Fornasieri
Enrico Genovesi
Bruna Ginammi
Pierpaolo Mittica
Stefano Pia
Stefano Stranges
Pio Tarantini
Roberto Toja


I Curatori: Carla Cantore, Pamela Barba, Alessandro Capurso, Tommaso Putignano e Antonello Di Gennaro.
Vi invitano a visitare questo interessante progetto di cultura della Fotografia autoriale del contemporaneo, “realizzato senza l’intervento finanziario ed economico sia privato che pubblico” dal:

18 al 31 agosto 2021 c/o Studio Arti Visive Gallery – Via delle Beccherie, 41 75100 - MATERA

La galleria rispetta le regole secondo le modalità previste dalla legge vigente in materia anticovid.

INGRESSO GRATUITO

Vernissage 18 agosto 2021 ore 19.00
Apertura: Tutti i giorni 17:00 | 20:00. Lunedi CHIUSO

www.materainternationalphotography.com
Info. 393 6500 200
Responsabile della Comunicazione: Antonello Di Gennaro +39 393 6500 200 fotoadg@gmail.com






ESISTE UNA DIFFERENZA TRA FOTOGRAFIA MASCHILE E FEMMINILE?

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Quale è la differenza tra fotografia maschile e fotografia femminile, a mio parere ritengo che non esista una discordanza, la questione si fonda su una diversità di noi essere umani. Noi tutti, siamo persone diverse, con interessi e competenze diverse e utilizziamo il linguaggio fotografico per raccontare ciò che a noi sta a cuore.
E’ stato interessante venire a conoscenza tramite l’arch. Sabrina Lauria della esistenza di Adelina Sampietro, bernaldese, che è stata la prima donna che si è cimentata con la fotografia in Italia, la quale era figlia di arte, di un pittore e fotografo.
Considerato il periodo storico ritengo che Adelina Sampietro abbia avuto la possibilità di potersi dedicare alla fotografia proprio perché il padre si occupava di questo e quindi la famiglia l’ha sostenuta in questa sua passione, diventando una pioniera delle arti visive e della emancipazione femminile.
Situazione simile avveniva nel Regno Unito dove la Jiulia Margaret Pattle nota con il cognome del marito Cameron, inizia nel 1863 a dedicarsi alla fotografia. Sicuramente la Cameron come la Sampietro avevano sensibilità, capacità tecniche e idee ma anche per lei la famiglia (ricordiamo che era la prozia materna di Virgina Woof) è stata essenziale per poter intraprendere questa strada, fu proprio la figlia a regarle l’apparecchio fotografico e lei si dedicò soprattutto al ritratto di familiari, amici e persone che conosceva, creando così un nuovo senso di prospettiva: il primo piano.
Quindi per entrambe queste donne, per potersi dedicare alla fotografia è stato essenziale avere l’appoggio del proprio ambiente familiare, perché dobbiamo considerare i tempi in cui entrambe vivevano che consideravano le donne non al pari degli uomini, non avevano gli stessi diritti e questo sicuramente ha portato a una minore diffusione della fotografia tra le donne.
Tale diffusione ha proprio come basi la possibilità di indipendenza e autonomia, per poter fotografare bisogna potersi muovere, viaggiare, guidare ecc. A tal proposito dobbiamo considerare che negli Stati Uniti la donna ha iniziato ad avere il diritto di voto nel 1920 mentre in Italia arriviamo al 1948 e questo ha portato come risultato che Dorothea Lange ha potuto studiare fotografia (oggi ci sono pochi centri di fotografia riconosciuti dal MIUR in Italia) tra il 1915 – 1917, ha fotografato il mondo ma poi si è fermata a San Francisco per aprire un suo studio fotografico.
Sicuramente la sua sensibilità ma anche la sua stessa vicenda familiare la portò a dedicarsi al reportage sulle condizioni di immigranti, braccianti e operai. E’ stata inviata dal FSA (Farm Security Administration) negli anni ’30 insieme a Walker Evans ed altri fotografi a documentare i contadini che avevano abbandonato le campagne a causa delle tempeste di sabbia. Ha partecipato alla creazione della Magnum Photo.
In Italia invece la condizione femminile prevedeva che le donne si occupassero prevalentemente della famiglia e se svolgevano dei lavori erano sempre e solo per dare un sostegno economico alla famiglia ma non per un proprio interesse o attitudine.
Dobbiamo arrivare agli anni 50-60 per avere la prima documentarista freelance che girò l’Italia Marcella Pedone, ancora poco conosciuta, ma che con una cinepresa Bell&Howell, è entrata nel mondo prettamente maschile della produzione di documentari. Nelle sue immagini, fisse e in movimento, Marcella Pedone ha mostrato la natura, la società, le feste e le tradizioni dell’Italia del boom economico. Viveva tra le montagne, con i pescatori e i contadini.
Andava in posti da sola, dove di solito per le donne era proibito recarsi, e racconta che in un paesino lucano le signore del luogo la invitarono a confessarsi. Sbigottita lei chiese il perché e loro risposero: “perché porti la macchina da sola”. Per loro era peccato.
In quel periodo le case editrici appaltavano il lavoro solo agli uomini, le grandi aziende diffidavano della donna che viaggiava senza un maschio vicino. Se eri come Marcella Pedone le porte del fotogiornalismo si chiudevano anziché aprirsi anche se tutti le dicevano che era brava. Il lavoro di Marcella Pedone è stato a lungo misconosciuto. A causa della posizione subalterna della fotografia destinata all’ambito editoriale divulgativo rispetto ad altri ambiti più prestigiosi, come ad esempio la fotografia pubblicitaria, ma sicuramente anche a causa della sua condizione femminile rispetto a quella dei colleghi uomini.

Le autrici che espongono qui in questa mostra Sonia Maria Pia Sacco, Antonella Marzano,
Carmela Santangelo, hanno inquadrato quell’elemento della realtà che a loro stava a cuore, che le ha catturato, ha richiamato la loro sensibilità di essere umano, per questo troviamo chi ha fotografato gli animali, chi il proprio territorio, chi il luogo che ha visitato.
Queste fotografie raccontano di loro, del loro amore per i viaggi, per la terra in cui vivono, per la natura; questo è ciò che ci permette di fare la fotografia, di raccontare con immagini e loro lo hanno fatto, hanno reso l’invisibile, la loro interiorità in visibile attraverso queste fotografie oggi qui in mostra. Concludo dicendo che se c’è una differenza nel senso del vocabolario Treccani di: mancanza di identità, di somiglianza o di corrispondenza fra persone o cose… quindi di elementi fotografati dagli uomini e dalle donne; questo avviene proprio perché la donna ha dovuto essere forte, coraggiosa e lottare uscire dagli stereotipi dell’epoca come è avvenuto per la Carla Cerati, che vedevano la donna in casa ad accudire la famiglia. Le donne nelle fotografie hanno ripreso quello che ritenevano importante, ciò che valeva la pena documentare; la Cerati che lavorava come reportagista per l’Espresso si è dedicata alla lotta per la chiusura dei manicomi e proprio grazie al suo documentario sulle condizioni di queste strutture raccontato nel libro “Morire di classe” che la legge Basaglia nel 1978 è stata accolta. Sono stata contenta di averla conosciuta prima che venisse a mancare, ho parlato con lei del suo progetto, perché mi stavo documentando su come svolgere il mio reportage in un Centro per la cura dei disturbi del comportamento alimentare, poi pubblicato “Mirrorless - senza specchio”. Era una donna che aveva conosciuto cosa significava lottare per la propria libertà, la propria indipendenza, per avere la possibilità di potersi dedicare ai propri interessi, ai propri amori.
La Lisetta Carmi ha iniziato a fotografare durante gli eventi genovesi del 30 giugno 1960, ha realizzato una serie di reportage sociali legati prevalentemente all’ambiente genovese e alle condizioni lavorativi dei camalli del porto. Anche se il lavoro per cui oggi viene ricordata di più è quello dedicato ai travestiti che popolavano i vicoli di Genova negli anni ’60. Il primo reportage italiano che raccontava un pezzo di vita della città che normalmente veniva visto con disprezzo e imbarazzo dal resto della popolazione. Ecco le donne fanno questo lottano per gli altri, perché chi soffre possa avere la possibilità di essere riconosciuto come individuo, come persona, di avere dei diritti.
Come la fotografa italiano più conosciuta al mondo Letizia Battaglia che ha raccontato i fatti di mafia ma non solo anche la speranza e la solidarietà della sua terra.
Queste donne hanno tutte qualcosa in comune hanno lottato per fare un mestiere che veniva considerato un lavoro non adatto alle signorine. Una lotta che le donne hanno dovuto fare nel corso del tempo per poter svolgere tanti altri mestieri considerato adatti solo al genere maschile, quindi la questione è prevalentemente legata al pregiudizio su cosa una donna possa svolgere come lavoro e queste donne hanno dimostrato che la scelta non dovrebbe essere fatta a priori e da qualcun altro ma dall’individuo; il quale donna o uomo che sia dovrebbe in tutto il mondo essere libero di poter scegliere quale professione svolgere e avere le stesse possibilità di poter provare e di poter dimostrare in maniera personale le proprie capacità e il proprio valore

©Carla Cantore
Arteterapeuta - Fotografa

Scatti al femminile

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Nello splendida location della Torre normanna di Tricarico, alle 19.00, di martedì 10 agosto 2021 sarà inaugurata la mostra fotografica “Scatti al femminile” di Antonella Marzano, Sonia Maria Pia Sacco e Carmela Santangelo.

Sono tre donne-fotografo non professioniste di Tricarico che esporranno complessivamente 15 foto, frutto delle loro diverse esperienze artistiche e di vita,anche in un periodo fortemente influenzato dalla chiusura per l’emergenza sanitaria.

La mostra è stata organizzata dalla Delegazione Fai di Tricarico e della Lucania interna e dalla locale Pro Loco, con il patrocinio e il contributo della Città di Tricarico.

All’inaugurazione, coordinata dal giornalista Vito Sacco, interverranno, per i saluti, il sindaco di Tricarico Vincenzo Carbone, la capodelegazione Fai di Tricarico e della Lucania interna Sabrina Lauria e il vice presidente della Pro Loco Rocco Stasi.

Parteciperà la materana Carla Cantore, fotografa professionista e arteterapeuta, curatrice e organizzatrice di mostre fotografiche, che porta avanti diverse esperienze legate alla fotografia “come mezzo di esplorazione, crescita e incontro con se stessi, con l’altro e con l’ambiente”.

Antonella Marzano, tricaricese di nascita che vive e lavora a Perugia, esporrà cinque foto dal titolo “Intorno a me”, che ripercorrono, in senso descrittivo, la sua seppur breve esperienza fotografica, la quale cresce attraverso l’interesse per soggetti diversi ed è ancora in divenire.

Sonia Maria Pia Sacco presenterà cinque fotografie intitolate “Paesi e paesaggi lucani”, scatti che mettono in evidenza la bellezza della Lucania e di Tricarico, in particolare.

Il tema delle cinque fotografie di Carmela Santangelo è “Tricarico, insolite prospettive”, che deriva dalla sua voglia di (ri)scoprire il suo paese e il suo territorio, alla fine del duro isolamento del 2020.

Tutte le attività si svolgeranno nel pieno rispetto delle norme antiCovid-19 e saranno accessibili solo se in possesso di green pass.

La mostra sarà aperta fino al 31 agosto e potrà essere visitata tutti i giorni, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00.

Esterno giorno - Senza Confini mostre fotografiche - Noci (Ba)

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Nel cuore del Borgo Antico della città di Noci (BA) Chiostri, Inchiostri e Claustri in collaborazione con Lo Stato Sociale della Fotografia organizza:
SENZA CONFINI: riunione della comunità de Lo Stato Sociale della Fotografia, esposizione degli ospiti/amici della nostra rubrica Fotografia & Dintorni
ESTERNO GIORNO: mostra di fotografia partecipata

Vi aspettiamo dal 28 luglio al 10 agosto c/o Palazzo della Corte - Via Porta Putignano - Noci (BA)

INGRESSO GRATUITO
>>>>>Vernissage 31 luglio ore 19.30<<<<<<<

MOSTRA-PROGETTO IL SÉ LATENTE NEI FOTOGRAMMI DELLA NOSTRA ESISTENZ

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Venerdì 18 giugno 2021 ore 18,00 sarà inaugurata presso Arti Visive Gallery la mostra in tutta sicurezza e osservando tutte le precauzioni legate alle disposizioni anti Covid-19

"IL SÉ LATENTE NEI FOTOGRAMMI DELLA NOSTRA ESISTENZA"

a completamento del progetto promosso e sostenuto dall’Associazione A.Ma.Sa.M., che svolge dal 1997 importanti e svariate attività nell’ambito della salute mentale nella persona della Presidente Lucia D’Antona coadiuvato dalle volontarie Maria Teresa Cirillo, Giovanna D’Agostino, Nunzia Di Marsico, Bruna Losignore, Mariella Rago e Ester Esposito Vingiano
ideato e condotto dall’arteterapeuta Carla Cantore, che vede protagonisti nove autori:

Angelo, Cosimo, Giorgia, Lino, Luciana, Maria Lucia, Roberto, Santa e Santina

i quali hanno realizzato opere utilizzando diversi mediatori artistici come il disegno, il fotocollage, la pittura e soprattutto il linguaggio fotografico in diversi luoghi del centro storico di Matera in particolare presso: Palazzo Lanfranchi / Museo Archeologico Domenico Ridola / San Francesco D’Assisi / Cattedrale / Museo Diocesano / Sala degli Stemmi del Palazzo Arcivescovile/ San Pietro Barisano.

La fotografia in questo progetto è stata utilizzata come linguaggio di comunicazione di sè, della propria interiorità e unicità, come strumento per veicolare il coraggio e l'iniziativa, per far uscire dal proprio isolamento, per portare i partecipanti a raccontare le loro emozioni.

Le fotografie realizzate raccontano non solo dell’individualità del singolo, ma anche dell’unione del gruppo formatosi durante questa esperienza e dell’umanità.

Il filo ispiratore e conduttore de Il Sé Latente nei fotogrammi della nostra esistenza, è l’uso partecipativo dei nuovi media, il coinvolgimento, la crescita individuale attraverso il contesto del lavoro di gruppo.

L’esposizione è stata curata in collaborazione con il Matera International Photography e con Arti Visive Gallery.

All’inaugurazione saranno presenti: la Presidente dell’Associazione Lucia D’Antona e le volontarie, i soci, gli autori Angelo, Cosimo, Giorgia, Lino, Luciana, Maria Lucia, Roberto, Santa e Santina, la Presidente e legale rappresentante Rosangela Maino OLTRE L’ARTE società cooperativa a r.l., l’arteterapeuta Carla Cantore, l’Arcivescovo S.E. Mons. Don Pino Caiazzo e Geo Coretti/Blu Video.

Inoltre l’associazione A.Ma.Sa.M. ringrazia: l’Arcidiocesi di Matera-Irsina, Don Angelo Gallitelli, la Direzione regionale Musei della Basilicata e la dott.ssa Silvia Padula, Funzionario Storico dell’Arte, OLTRE L’ARTE società cooperativa a r.l., Geo Coretti – Blu Video, Arti Visive Gallery e il Matera International Photography.

La mostra resterà aperta dal 19 al 24 giugno 2021 dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 17,30 alle 20,30 – ingresso libero.

Il Sè latente nei fotogrammi della nostra esistenza

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MERCOLEDI' 24 MARZO 2021 - ore 19,00 in diretta sulla pagina facebook #lostatosocialedellafotografia e sul canale youtube

IL SE’ LATENTE NEI FOTOGRAMMI DELLA NOSTRA ESISTENZA
Progetto di fotografia terapeutica

Il progetto promosso e sostenuto dalla Associazione A.Ma.Sa.M. - Associazione Materana per la salute mentale è un percorso in cui attraverso attività pratico-esperenziali con l'uso di diversi mediatori artistici ed in particolar modo del video e della fotografia si è maturato un rafforzamento dell’immagine di sé.

Incontriamo e ne parliamo con
Carla CANTORE | Arteterapeuta e fotografia
Lucia D'ANTONA | Presidente associazione A.Ma.Sa.M.
Ester ESPOSITO VINGIANO | Volontaria associazione A.Ma.Sa.M.
Oliviero ROSSI | Psicoterapeuta, arteterapeuta e direttore Istituto Nuove Arti Terapie.

Intervengono:
Alessandro CAPURSO
Pamela BARBA
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