Carla Cantore
Arteterapeuta | Fotografa
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Punto Interrogativo

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Mercoledì 17 giugno 2020 ore 18,30
Sulla pagina facebook di INTERNO GIORNO https://www.facebook.com/contestinternogiorno/
Incontro in diretta streaming

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Siamo arrivati ad un bivio.
Il nostro punto interrogativo a cui daremo risposta durante questo incontro online. Presentazione di un nuovo progetto, una nuova idea.
Lo staff

Pamela Barba
Carla Cantore
Alessandro Capurso
Antonello Di Gennaro
Tommaso Putignano

Therapeutic Resource

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Sono Carla Cantore, fotografa e arteterapeuta. Durante la pandemia ho pensato di utilizzare il linguaggio fotografico per avvalorare i corretti comportamenti e le regole che il Governo indicava. Ritengo che la salute è fondamentale, è la base su cui costruire la vita quotidiana.

In questo articolo, tuttavia, voglio condividere ciò che è accaduto a me e alla mia famiglia. Preoccupazioni personali ed eventi importanti hanno smosso riflessioni profonde e cambiato il modo di percepire il mondo circostante.

Mio padre, già a gennaio con un problema di aritmia cardiaca, è caduto, con conseguente frattura dell’omero ed ematoma alla testa. Lo abbiamo aiutato ad alzarsi e a sedersi su una sedia.
La difficoltà maggiore è stata quella di convincerlo ad andare in ospedale perché terrorizzato dal corona virus. La televisione, i TG e i notiziari lo avevano indotto a pensare che l’ospedale fosse il posto con più probabilità di infezione. Perfino mia sorella, mamma di due gemelli, la pensava così. Dopo diversi mesi di bollettini epidemiologici, di distanza dal resto del mondo, di spesa consegnata a casa, di giornate passate in solitudine, il sentire comune era di “pericolo” imminente.

Nonostante ciò, finalmente mio padre decide di andare in ospedale. La caduta può aver danneggiato qualche parte del corpo e ne eravamo tutti preoccupati.

Arrivati in pronto soccorso, siamo rimasti basiti dal fatto che gli operatori lasciavano a noi la scelta del ricovero.

Altra cosa scioccante: i parenti non potevano accompagnare il paziente. Bisognava aspettare fuori per avere qualsiasi informazione. In quel momento con profonda angoscia, ho capito come la pandemia stava radicalmente cambiando TUTTO. La deprivazione dell’assistenza e della vicinanza dei familiari, amplificava il senso di solitudine e di paura.

Diverse ore dopo, ci arrivano finalmente notizie. Mio padre è stato ricoverato nel così detto “LIMBO” , ha un ematoma cerebrale e deve restare sotto osservazione.
I pazienti vengono sottoposti a tampone per poter verificare se sono affetti dal virus.

Passa la notte e il giorno. Finalmente un medico mi chiama e mi dice che non appena arriveranno i risultati del tampone mio padre passerà in neurologia. Chiede dei medicinali che abitualmente prende ma ci conferma che non può essergli consegnata la biancheria.

Il paziente resta ancora con in vestiti di diversi giorni fa. Inoltre, non lo hanno fatto mangiare ne gli hanno dato le sue medicine

Preoccupata decido di correre, comunque, in ospedale, portando con me la biancheria, le medicine e il caricabatteria del cellulare.

La dottoressa prende solamente le medicine e il caricabatteria. Niente altro può entrare nel reparto LIMBO. Mi sincero almeno del cibo e l’infermiera che mi accoglie, sentendo la preoccupazione di figlia, mi rassicura che gli porterà almeno latte e biscotti.
Indossa una tuta bianca e una mascherina, non riesco a vedere il suo viso e i suoi occhi, ma percepisco che è sincera e si occuperà personalmente di mio padre.

Finalmente riceviamo una telefonata del medico che ci comunica che mio padre non può mangiare a causa dell’ematoma, non appena sarà trasferito prenderà le medicine regolarmente. Sentire il medico telefonicamente crea distacco, paura e distanza. Il coronavirus ci ha fatto vivere, vedere e sperimentare tutto questo.

I risultati del tampone arrivano.. per fortuna negativi. Mio padre viene trasferito a neurologia, reparto accorpato a medicina, con carenza di personale perche molti medici hanno chiesto permessi o aspettative. Purtroppo, a Madonna delle Grazie, sono pochi quelli che hanno deciso di lottare contro il virus.

Sette giorni di ricovero… Nessuna visita concessa. La solitudine aumenta, la distanza anche..
.
Una sensazione di disorientamento ha pervaso la nostra famiglia, non sapevamo cosa succedeva, non si sono avute notizie, le domande non avevano risposte. Starà bene? Sarà accudito bene?

Non sapere cosa sta accadendo porta a destabilizzarsi, non c’è controllo della situazione. Bisogna respirare, trovare il tempo per una meditazione e riappropriarsi di sé.

Non è stato affatto semplice, ma in quei giorni ho fatto ricorso alle mie risorse interiori, grazie alla mia preparazione di arteterapeuta: la capacità di ascolto interiore, l’attenzione sulle emozioni e l’ utilizzo delle conoscenze del linguaggio fotografico per raccontare qualcosa sull’accaduto, ho veicolato la mia attenzione sul presente, sul qui-e-ora, e in questo modo ho gestito la possibile ansia e metabolizzando ho plasmato in dimensione materica il mio stato emozionale.

Questa esperienza ha confermato quanto la metodologia dell’arteterapia appresa sia un strumento risolutivo per affrontare problematiche, anche di questo tipo.

Mio padre ora a casa, è stato dimesso, l’ematoma si sta riassorbendo, nel complesso la sua salute e buona.

Emozionare con le immagini. La fotografia al servizio della psicologia.

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Domenica 19 aprile 2020 ore 19,00

Un nuovo appuntamento di "fotografia e dintorni" organizzati da INTERNO GIORNO questa volta parliamo di come la fotografia al servizio della psicologia possa emozionare. Ne parliamo con Sara Buttiglione (Psicologa / Psicoterapeuta) e Carla Cantore (Arteterapeuta / Fotografa).

Quando le parole non bastano a descrivere un pensiero, un vissuto o un’emozione è spesso necessario ricorrere al linguaggio delle immagini: un potente strumento di comunicazione, insight e cambiamento nella psicoterapia e nell’arteterapia.

Pagina facebook: https://www.facebook.com/contestinternogiorno/

Luoghi interiori | Luoghi esteriori

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Ciclo di incontri di fototerapia

Durata: 4 incontri
Quando: 29 gennaio, 12 febbraio, 26 febbraio e 11 marzo 2020
Orario: dalle 20.00 alle 21,30
Dove: presso Al Jalil Yoga – Via San Pietro Caveoso 6 – Matera
Conduttore: Carla Cantore

La fotografia è come uno specchio in cui guardarsi e guardare il proprio mondo, per riuscire finalmente a riconoscersi.... a riconoscere le cose [...]
Dovrei solo vederle, semplicemente vederle; Vederle fino al punto di non poterle pensare, Vederle fuori dal tempo, fuori dallo spazio, Vederle con la facoltà di toglier tutto tranne il visibile.
Ecco la scienza del vedere, che non è scienza.

- Fernando Pessoa –


Quattro appuntamenti in cui attraverso il potenziale emotivo e comunicativo delle immagini entreremo in contatto con noi stessi, con le nostre emozioni e le nostre passioni.
Attraverso ciò che le fotografie raccontano possiamo evidenziare il filo rosso che collega le visioni interiori che ogni giorno ci attraversano, ma a causa di troppi stimoli della quotidianità, non si riconoscono.
Portando alla luce il nostro mondo immaginario abbiamo la possibilità di scoprire nuove parti di noi, evidenziare risorse nascoste e migliorare la percezione della vita.

Un contatto, un’emozione, un momento passa in una fotografia.
Cosa ha attirato la mia attenzione? Come mi rappresenta? Come mi racconta?

Luoghi interiori | Luoghi Esteriori per scoprire ciò che manca e portare alla luce ciò che si desidera, e il desiderio, come la stella polare guidava i navigatori, diventa orizzonte del cammino di vita.

A CHI E’ RIVOLTO?
Questo viaggio è adatto a chi sente la fotografia come un importante mezzo espressivo del suo agire quotidiano, a chi desidera conoscere nuovi strumenti e modalità per entrare in contatto con se stessi e per contribuire al proprio benessere.

Non è necessario avere alcuna esperienza artistica.

METODOLOGIE UTILIZZATE:
- Fototerapia
- Collage
- Arti Terapie Integrate

Per la partecipazione è previsto un contributo di 20 euro a incontro più 5 euro di tessera associativa per chi non è iscritto alla associazione valida per l’anno in corso.

Sono previsti al massimo 8 partecipanti.

Per informazioni e iscrizioni:
E-mail: carlacantore4@gmail.com
Mob.: +39 3482774207
Web: www.carlacantore.com

Noi siamo ciò che riflettiamo. Lo specchio dall'arte all'arteterapia.

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AL JALIL YOGA
in collaborazione con il
MATERA INTERNATIONAL PHOTOGRAPHY
propone a Matera l'incontro teorico pratico
25 gennaio 2020
dalle ore 10,30 alle 13,30

"NOI SIAMO CIO' CHE RIFLETTIAMO
LO SPECCHIO DALL'ARTE ALL' ARTETERAPIA
"
condotto da:
Manuela Venier | Arteterapeuta - Dottore in Arte e Archeologia
Carla Cantore | Arteterapeuta - Fotografa

Lo specchio nell’Arte è un argomento che già conosco grazie ai miei studi universitari e professionali, argomento che ha bisogno di essere espresso e raccontato, perché moltissimi sono gli artisti che hanno fatto e fanno uso degli specchi per realizzare le loro opere.

L’Arte è espressione di esperienze di vita, l’artista attraverso l’arte grida al mondo il proprio disagio.

E’ per questa ragione che mi sono avvicinata con i miei specchi allo studio dell’Arte Terapia attraverso il video e la fotografia, per dare un’altra chiave di lettura all’Arte passata e presente, diventando così intermediaria dei riflessi, riaccendendo la connessione tra sguardo, mente e visione.

Lo specchio ci permette di guardarci e scoprire quella parte di noi che altrimenti non potrebbe essere vista, il ‘viso’. Il nostro volto lo possiamo percepire attraverso i muscoli che mettiamo in azione per attivare le espressioni e rivelare le emozioni.

Lo sguardo non può tradire, ma noi non vediamo direttamente il nostro volto se non riflesso nell’altro o riflesso in uno specchio che ci rimanda la nostra espressione.

Fotografare attraverso lo specchio non è guardarsi, ma vedersi e ri-conoscersi senza timore, con tutti i nostri difetti, imprecisioni grandi e piccole.

Lo specchio deforma, allarga, approfondisce il mondo intorno a noi. Ciò che è dietro lo possiamo portare in avanti e viceversa.

Lo specchio da’ infinite possibilità di proporre spazi nuovi, giochi di luce e trasparenze, illusioni reali e irreali, tutte cose che hanno affascinato pittori e non solo, anche scienziati, filosofi, teologi, psicanalisti, interesse che si è evoluto nei secoli.

Lo specchio riflette e ci fa riflettere.

Avvicinarsi allo specchio attraverso la conoscenza del se riflesso.

Il ritratto nel laboratorio di Arte Terapia è stimolo per ritrovare un colloquio diretto/introverso/estroverso con noi stessi e con il mondo che ci circonda.
Il ri-tratto come colloquio silenzioso del noi essere.

Il laboratorio ha lo scopo di attivare ed arricchire la percezione della propria personalità, identità, individualità passando dal tatto al ri-conoscimento al ri-tratto.

L’obiettivo dell’arte terapeuta è quello di guidare i partecipanti a riconoscere la loro immagine nel riflesso, scoprire la loro natura intima, portarli alla lettura attraverso domande semplici e costrittive.

Non si tratta qui di bello o brutto, il non giudizio è alla base dei laboratori di arte terapia, i partecipanti sono liberi di interpretarsi e soprattutto di leggersi e ri-conoscersi, di condividere con gli altri le proprie emozioni, sempre in piena libertà.
Manuela Venier | Arteterapeuta

"Lo specchio, attraverso il riflesso che costituisce il nostro primo ‘doppio’, se non ci garantisce, quanto meno ci mostra la nostra materiale esistenza al mondo (…). Lo specchio, è ciò che consente la costruzione del nostro Io; inoltre esso ci rassicura sulla stabilità e la costanza della nostra immagine."
Lo specchio dell’Io. Autoritratto e psicologia | Prof. Stefano Ferrari

Per info e prenotazioni:
Segreteria: +39 3891986778 (lasciare un messaggio)
Carla Cantore: +39 3482774207

Prenotazione obbligatoria.
Evento ad offerta libera e consapevole.

Radici e identità_Laboratori di arteterapia

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5 incontri
23 ottobre 2019
6 | 20 novembre 2019
4 | 18 dicembre 2019
dalle ore 20,00 alle ore 21,30

Presso il Centro di Yoga e Meditazione AL JALIL YOGA
Via San Pietro Caveoso n. 6
75100 MATERA

Cosa ci rende così unici?
In questi laboratori attraverso i materiali artistici e la nostra creatività esploreremo nuovi mondi, alla scoperta delle nostra identità e delle radici del nostro Sé.
Prima di tutto cosa si intende per identità? Cosa è che ci caratterizza come esseri umani? Oltre all’aspetto corporeo (identità fisica) c’è l’identità sociale (stato civile, posizione nella società, professione) e psicologica (personalità).
Come ci auto-definiamo non sempre concorda con il modo in cui ci definisce il mondo circostante.
Conoscere da dove veniamo è importante, le nostre origini, la storia familiare, i valori e tradizione che ci hanno tramandato perché ognuno lascia “traccia di Sé” e quindi il passato, la nostra memoria, le emozioni e i vissuti entrano e si plasmano anche nel nostro presente.
Non sapere da dove veniamo alcune volte ci fa sentire un “vuoto”, una presenza a metà, una non completa appartenenza perché il passato e il presente sono intrecciati e senza l’uno alcune volte non è possibile evolvere.
Avere quindi radici profonde se da un lato rafforza la nostra identità, in alcune circostanze quando ci si ritrova in un mondo del tutto sconosciuto, a cambiare alcuni aspetti della propria vita, queste possono essere di ostacolo. Quando ci troviamo a contatto con nuove culture se da un lato le nostre radici generano un senso di stima e rispetto di sé dall’altra parte per poter entrare in relazioni ci sentiamo costretti a rinunciare ad alcune nostre tradizioni. Questo porta ad uno stato di confusione, a domandarsi “ora chi sono?”.
Per poter essere sicuri di esistere, come le radici di un albero, che non si vedono ma ci sono e permettono all’albero di crescere e vivere, è necessario sapere da dove “veniamo”, chi è stato prima di noi anche se queste persone ora non ci sono più loro vivono ancora attraverso i ricordi, le foto, i racconti, vivono dentro di noi.

Quando le nostre radici sono profonde e forti, allora cresceremo anche in altezza, come gli alberi, perché i due movimenti sono collegati. Gli alberi stanno lì fermi, dove sono nati, non si muovono per cercare ombra, oppure riparo da una tempesta o un posto sicuro, fanno solo ciò che c’è, adattarsi all’esigenza. Se riuscissimo anche noi!

“Lapo pensava e ripensava a una frase che gli diceva sua madre quando lui era più giovane e aveva sempre la testa fra le nuvole “ rimani con i piedi per terra.” Ora, Lapo aveva capito, si può stare con i piedi per terra e la testa fra le nuvole… allo stesso tempo! E’ così che fanno gli alberi. Le radici vanno in profondità e la chioma si spinge verso il cielo. “C’è un tempo per sognare, uno per disegnare, uno per insegnare e uno per seminare…” E ogni seme, prima di nascere, contiene un sogno o un’emozione.” Tratto da Storia di una matita a casa

Un antico detto dei nativi americani recita così:” Ai nostri bambini possiamo regalare solo due cose: ali e radici.”

Bisogna quindi avere sia sogni, ma anche radici.

Seminario | Terapie naturali, avere cura di sé stessi

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Il seminario Terapie naturali, avere cura di sé stessi si inserisce nel progetto del Centro Studi di Yoga e Meditazione “Al Jalil Yoga”, nato nel 2012, di promozione della cultura, della filosofia e delle tecniche dello YOGA, di diffondere le discipline olistiche e spirituali del mondo, di creare un ponte e un dialogo tra la filosofia occidentale e le filosofie orientali, tra le più recenti ricerche scientifiche e i contenuti delle antiche discipline olistiche, tra queste ultime e i credi religiosi di qualsiasi tradizione.
In particolare con questo seminario il centro vuole contribuire alla diffusione delle terapie naturali e della loro utilità per il raggiungimento di quel delicato equilibrio tra sfera emotiva, fisica, mentale e spirituale che spesso viene messo alla prova dalle circostanze della vita.

Venerdì 8 novembre 2019 dalle ore 18:30 alle 20:30
Chiesa del Cristo Flagellato- Ex Ospedale San Rocco – Matera


“Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi”. “L'essenziale è invisibile agli occhi”, ripeté il piccolo principe, per ricordarselo. Antoine Saint Exupéry



Rosalia STELLACCI | Maestra Yoga e Meditazione
Presentazione Associazione AL JALIL YOGA

Interventi:

Carla CANTORE | Arteterapeuta
“Arteterapia: l’immagine di sè e il rapporto con gli altri”

Mina CIRACI | Naturopata e riflessologa plantare -
“Riflessologia plantare e naturopatia una via per la salute”

Massimiliano CHITA | Massaggioterapista
“Il Massaggio tradizionale Thailandese”

Manuela VENIER | Arteterapeuta
“Noi siamo ciò che riflettiamo. Lo specchio dall’arte alla terapia”

Fabio BELLOMO | Druido contemporaneo
“Laboratorio di magia”

Frederique BACHELIER | Insegnante Vinyasa Flow Yoga e meditazione
“La meditazione in un percorso di consapevolezza”

Angela LAFORTEZZA e Nicola SACCHETTI | Analogisti
“A tu per tu con le emozioni”

Ondina MONTALTO | Psicologa e praticante Sciamanico
“Cosa è il Core Shamanism o Sciamanesimo Essenziale”

Emmanuel PASTOR | Fondatore e maestro Watage
“Cos’ è Watage e quali sono i benefici di questo metodo”

Sorprese Pasquali - Laboratori ludici e creativi

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"Un percorso attraverso momenti ludici e laboratori per accompagnare i bambini nel mondo della fantasia e della creatività"

18 aprile - Crea il supereroe che è in te
19 aprile - Dalla scultura umana alla favola
23 aprile - Giocare con le parole
24 aprile - Giochiamo al teatro

Orario: dalle 8,30 alle 13,00
Per bambini dai 6 ai 10 anni

Conduce:
Carla Cantore | Arteterapeuta
Anna Onorati | Esperta in teatro sociale

Costo €15,00 al giorno (incluso merenda e special gift)

E' necessaria la prenotazione.

Per info e prenotazioni:
Carla +39 3482774207
Anna +39 3475567268

Vibrare con il luogo

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Laboratorio integrato di Yoga e Arteterapia.
Un laboratorio per riscoprire il rapporto con la propria terra, per ritornare alle proprie radici, per ascoltare e sentire le vibrazioni di Madre Terra.

PROGRAMMA
Domenica 31 marzo 2019 dalle ore 16:00 alle 19:00

Un laboratorio per riscoprire il rapporto con la propria terra, per ritornare alle proprie radici, per ascoltare e sentire le vibrazioni di Madre Terra.

PROGRAMMA
Sabato 13 aprile 2019, dalle ore 7,00 alle 10,00

7.00 -8.00 Camminata silenziosa nei Sassi alla scoperta di luoghi e angoli adatti alla meditazione. Pratica di tecniche di respirazione e meditazione dello Yoga per assorbire tutta l'energia del mattino !

8.00 - 10.00 Svolgimento individuale e successivamente in gruppo di attività arteterapeutiche con alcuni momenti di fotografia meditativa finalizzati all'accrescimento del proprio benessere e all'incontro con il proprio luogo interiore attraverso la visione di noi nel mondo!



Condotto da:
Rosalia Stellacci - Maestra di yoga e meditazione
Carla Cantore - Fotografa e arteterapeuta

Prenotazione obbligatoria, contributo 30 euro

Per info e prenotazioni:
Lasciare un messaggio al 389 19 86 778

Non è necessaria alcuna preparazione artistica o nella tecnica fotografica. Il laboratorio è aperto a tutti i maggiorenni.

Presso il centro Yoga AL JALIL YOGA
via San Pietro Caveoso, 6 - Rione Sassi, Matera

https://www.aljalilyoga.com/it/
https://www.carlacantore.com

Rifioriamo_Il gioco dei sentimenti

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La natura è per l'uomo fonte di grandi emozioni e sentimenti...scopriamoli insieme il
30 marzo 2019 dalle ore 17,30 alle 19,30
presso la sede dell'Arcolaio - Matera Via Don Minzoni 26.

Il laboratorio verrà condotto da Paola Di Lena Educatrice e Carla Cantore mediatrice artistica.

Rivolto a bambini dai 6 ai 10 anni.

Il costo è di 10 euro e prevede la merenda.

Per info e prenotazioni:
Paola Di Lena (Educatrice) +39 3895325300 - paoladilena@virigilio.it

Carla Cantore (mediatrice artistica) +39 3482774207 - carlacantore4@gmail.com

Fragilità Mostra fotografica

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L’Associazione Culturale ARTIEMIELE propone la mostra fotografica
FRAGILITA’
di Antonia Bufi – Carla Cantore - Alessandro Capurso

Presso lo Spaziogiovani - Assessorato alla Politiche giovanili Comune di Bari - via Venezia, 41 Bari.
Vernissage 24 Ottobre 2018 ore 19.00 – esposizione fino al 30 Ottobre –
Orari: tutti i giorni 18:00/20:30 - sabato e domenica 11:00/13:00 e 18:00/20:30

Con il Patrocinio del Comune di Bari e del Garante Regionale dei diritti del Minore.
Collaborazione del Movimento Culturale Spiragli. INGRESSO LIBERO

Intervengono:
Ludovico Abbaticchio – Garante Regionale dei diritti del Minore.
Pio Meledandri – Curatore della mostra
Alessandro Capurso – Art Director

Antonia Bufi, Carla Cantore e Alessandro Capurso ci narrano storie legate alla difficoltà di vivere, dedicate alle giovani donne, ai bambini delle zone terremotate e agli adolescenti che con tenacia vogliono uscire dal tunnel della dipendenza dalla droga.
I soggetti fotografati sono creature che hanno bisogno più di altre di gesti d’amore perché più esposte alla durezza della vita e inermi di fronte ad essa a causa della loro sensibilità e della giovanissima età.
In tutti e tre gli artisti l’idea-significato viene espressa con stili differenti, espressivamente distanti, ma culturalmente e socialmente vicini.
Bari, Ottobre 2018 Pio Meledandri

Press:
- Uniba.it: Mostra fotografica Fragilità presso Spazio Giovani
- BARIailoviu: FRAGILITÀ mostra fotografica di Antonia Bufi, Carla Cantore e Alessandro Capurso

MINNAMORO

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Venerdì 22 dicembre 2017 ore 19,00
Presso: Minnamoro - Via Scipione Ronchetti n.27 - 70022 Altamura (BA)

In un luogo MINNAMORO dove ci si incontra, dove la vita fluisce con lentezza e con piacere, la fotografa Carla Cantore presenterà il suo progetto sociale, frutto di una ricerca durata tre anni, “MIRRORLESS – senza specchio” reportage durato sei mesi tra il 2014 e il 2015- nel Centro “G. Gioia” per documentare la metamorfosi, emotiva e anche fisica, dei pazienti che hanno intrapreso questo particolare cammino di guarigione, la testimonianza di questo percorso è un volume fotografico che raccoglie intense immagini e testi di medici esperti nel settore.
La fotografa ci ha raccontato che “In questo lungo percorso ha avuto modo di incontrare una gioia. Ascoltando le loro storie di vita ordinaria, quasi banale, ha visto come una vita può diventare qualcosa di straordinario per il semplice fatto che è stata vissuta, affrontata con coraggio e quindi cambiata. Ha visto in questi ragazzi una forza e una determinazione nel prendere contatto con il loro disagio, mettere le mani nel loro dramma, fuori dal comune: attraversando la paura e la speranza, il pianto e il sorriso, il rifiuto e l’accettazione. E li ha visti accogliere l'abbraccio, la speranza, il sorriso.”

Interverranno:
Carla CANTORE | autrice e fotografa
Giuseppe MAGISTRALE | psicologo e psicoterapeuta

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