Carla CANTORE
Foto - Arteterapeuta | Curatrice
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INCONTRARSI - LA FOTOGRAFIA

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"Se potessi contare sulle parole, non avrei bisogno di portare una macchina fotografica."
Lewis Hine


Oggi grazie ai nuovi strumenti digitali abbiamo la possibilità di scattare fotografie in ogni momento, luogo o situazione.
Ma ci siamo mai domandati perché alcune fotografie ci piacciono e altro invece vengono scartate? Cosa c'è dietro una fotografia quando la scattiamo e guardiamo? Cosa ha suscitato la nostra attenzione?

Per ognuno di noi la fotografia ha un significato diverso, può essere un ricordo, o per mostrare un momento, un oggetto o una persona. La fotografia ha un valore intrinseco diverso da persona a persona.
Inoltre la stessa fotografia può attrarre o essere rifiutata, può avere un significato emotivo o un linguaggio simbolico.
La fotografia esprime qualcosa indipendentemente dalle intenzioni del fotografo nel momento in cui è stata scattata, può assumere un significato nuovo e diverso, stimolare pensieri, emozioni e reazioni.
La fotografia viene letta in maniera del tutto soggettiva e personale, in base al proprio vissuto e alle proprie associazioni mentali.
Le fotografie che scattiamo, che conserviamo, quelle che ci piacciono o che scartiamo parlano di noi.

Pensate ora alla reazione che alcuni hanno nel momento del ritratto fotografico: quanti non vogliono essere fotografati perché già sono "rassegnati" a vedersi brutti? quanti invece per timidezza non vorranno oppure chiederanno di cancellarla subito.
Le emozioni vissute in questo caso saranno diverse da persona a persona: timidezza, commozione, curiosità, sconforto, questo dipenderà dalla immagine interna che ogni persona ha di se stessa.
Generalmente l'immagine che si ha di se stessi è una immagine riflessa nello specchio di casa, in una vetrina, ma è diversa da quella che ci rivela una fotografia. Osservare la nostra immagine in fotografia può suscitare riflessione, consapevolezza tra come si pensa di essere e come ci vedono gli altri oppure può rivelarci altri punti di vista sulla nostra storia, il nostro vissuto.

La fotografia è anche relazione con l’ambiente che ci circonda, sia che si tratti delle pareti all’interno delle quali viviamo, sia che si tratti di paesaggi cittadini, che di persone, oggetti o animali. Quando una fotografia ci racconta qualcosa lo fa perché è avvenuto un incontro fra soggetto e oggetto, fra esperienze e sensazioni. È in questo senso che Fotografare nella sua accezione più intima significa incontrare.

La fotografia diventa così un mezzo di esplorazione, crescita e incontro con se stessi, con l’altro e con l’ambiente attraverso incontri pratico-esperenziale.

Carla Cantore

Arteterapeuta | Pro-photograppher

BE PEACE

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COMUNICATO STAMPA/INVITO

BE PEACE

SABATO 21 maggio 2022 ore 18.30



Parlare oggi di sviluppo umano integrale, di ben-essere e di ben-vivere tra popoli diversi per colore della pelle, culture, religioni, tradizioni non può certamente prescindere da un'idea di pace che non si limiti solo all'aspetto forse più evidente della pura e semplice assenza di conflitti e guerre (per quanto certamente da ricercare specie in questi mesi tragicamente segnati dagli accadimenti dell'Ucraina) ma che guardi prima di tutto alla dimensione dell'essere, chiamando in causa tutti e ciascuno in prima persona.
“Be peace” allora, essere la pace, vivere la pace cominciando prima di tutto da se stessi, essere il cambiamento se si vuole agire il cambiamento per affermare che un mondo migliore in cui vivere può esistere, che un mondo più giusto ed equo, senza paure, povertà, disuguaglianze e sopraffazioni è ancora possibile a patto che ciascuno sia disposto a fare la propria parte.
A cominciare dal mondo dell'arte che, come ci ricordava David Sassoli, “quale linguaggio universale della comunicazione umana, ha la straordinaria capacità di unire le persone di diverse generazioni e nazionalità”.
E' questo il “messaggio nella bottiglia” che sei artisti Antonello Di Gennaro, Franco Di Pede, Carla Cantore, Pino Lauria, Rocco Scattino e Margherita Serra intendono idealmente trasmettere attraverso 18 opere che verranno esposte presso Arti Visive Gallery in via delle Beccherie n. 41 accompagnate dal disegno di Rafael Alberti che fu ospite a Matera nel 1973.

La mostra sarà visitabile sino al 23 maggio dalle ore 18.30 alle ore 21.00.



MATERA PHOTOGRAPHERS AVIS 2022

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Venerdì 10 dicembre 2021 alle ore 18 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi della Basilicata in via Lanera 20 l’Avis Matera presenta il suo nuovo calendario “Matera photographers Avis 2022”.

Arriva un nuovo anno con le speranze e le attese di ognuno, soprattutto dopo questi due anni di dura prova a livello mondiale.
L’AVIS lo celebra con il suo nuovo calendario “Matera photographers Avis 2022”.
Sette fotografi professionisti, rigorosamente citati in ordine alfabetico: Mimmo Barile, Carla Cantore, Antonello Di Gennaro, Gerardo Fornataro, Antonio Genovese, Francesco Giase, Roberto Montanari.
Il calendario diventa un’opera d’arte contemporanea, un modo per avvicinare due mondi, due culture, due tipologie di attenzioni, di proiezione al di là di sé.
Sette fotografi professionisti che hanno fatto dono all’AVIS delle proprie opere, perché l’opera è bellezza se condivisa, proprio come il gesto di ogni donatore.
Un sentito grazie ai maestri della fotografia ma anche a chi ha saputo, con altrettanta professionalità, dare una veste grafica al calendario degna dei contenuti.
Grazie alla Stamperia di Gaetano e Rosalba Liantonio e all’Unibas, nella persona del Magnifico Rettore professor Ignazio Marcello Mancini e di tutto il suo staff.
Sincera riconoscenza alla disponibilità della professoressa Maristella Trombetta, docente di storia dell’ estetica presso l’università di Bari: converserà con i fotografi mettendo in luce le singole peculiarità.
Grazie a tutti i donatori e gli associati che sono il fermento della famiglia AVIS.

ARTE - UN VIAGGIO NELLE PROFONDITÀ DI SÈ

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Da bambini molto probabilmente ci siamo divertiti a colorare, disegnare, fare collage o castelli di sabbia. Mentre cresciamo e da adulti incominciamo a non considerarci così creativi o dotati di talento artistico.
Eppure inconsapevolmente ci sarà capitato di sperimentare il potenziale dell'arte.
Qualcuno dipinge oppure si dedica alla fotografia come hobby, in questo modo riesce a rilassarsi, a trovare sollievo dallo stress. Altri magari si dedicano alla scrittura, alla poesia oppure tengono un diario dove inseriscono frasi o immagini o fanno schizzi e lo trovano utile per comprendersi. Altri invece scarabocchiano mentre parlano al telefono oppure fanno dei disegni mentre sono in attesa, tutto ciò li aiuta a pensare più chiaramente.

Queste sono tutte attività che vengono svolte per poter allentare la tensione e lo stress, per calmarsi, per trovare un certo piacere e/o superare sentimenti sgradevoli.

L’arte permette di giocare con i colori e può diventare un modo per colorarsi la vita.

Se ci fosse un qualche passante ad osservare un incontro di arteterapia, mi rendo conto che potrebbe sembrare una lezione di disegno o di pittura. Invece c’è una grande differenza: l’obiettivo. Per capirci: in una lezione d’arte vi chiederanno di rappresentare sul foglio quello che vedete fuori da voi. Come ritrarre una modella o dipingere una natura morta. In un incontro di Arteterapia invece vi si chiederà di esplorare la vostra esperienza interna (sentimenti, percezioni, immagini). Questo perché il focus a cui puntare l’attenzione è posto sullo sviluppo e l’espressione di immagini che affiorano da dentro.

Avere un approccio creativo all’esistenza significa prendere in mano gli elementi della vita e rimescolarli come più ci piacciono.
“L’arte è l’espressione dei sentimenti più profondi nel modo più semplice”
Albert Einstein

Spesso trasformare le emozioni in parole è difficile, può essere di grande supporto l’utilizzo di materiale e tecniche artistiche. Arte ed emozioni sono indissolubilmente legate.

Attraverso il potere dell’arte attiveremo qualcosa di non definito, nominato o espresso a parole. Lasciando libero il nostro flusso interiore faremo esperienza di gioco e incontro con la nostra creatività e la nostra immaginazione. In quel momento ciò che creiamo giunge dalla nostra anima spontaneamente e possiamo così esprimere le nostre emozioni profonde senza metterci in gioco in modo diretto. Il foglio, il colore, la tela, la creta e qualsiasi altro materiale artistico diventa così una zona franca, uno spazio protetto dove poter sperimentare nuovi modi di essere, di pensare e di sentire e così conoscersi e raccontarsi.

Per un bambino è naturale impugnare un colore, farà un tratto grafico, per noi adulti sarà un semplice scarabocchio ma per loro è il primo tentativo di comunicare con il mondo esterno. Crescendo si perde quella spontaneità e immediatezza di comunicare con le immagini e utilizziamo maggiormente la parola e il linguaggio verbale, perdendo coì parte della nostra spontaneità.

Riuscire a ritrovare queste immagini, con incontri guidati di mediazione artistica, presentarle agli altri e noi stessi per primi, ed esplorarle ci permette di recuperare la nostra storia. Le nostre parti più profonde.

Nei miei gruppi ho potuto sperimentare come ogni persona arriva da me con la sua storia, con le sue convinzioni, con i suoi bisogni e le sue aspettative. Arriva e si concede una pausa di ascolto, di apprendimento e di consapevolezza. Il gruppo diventa un contenitore, uno spazio relazionale non giudicante entro cui ogni partecipante, guidato, potrà misurarsi con l’altro, e attraverso l’altro prendere coscienza di sé, in un confronto liberatorio e costruttivo.

Fare arte e farla in gruppo risulta essere particolarmente benefico perché può aiutare la persona a fare i conti con le proprie emozioni, nel gestirle, nel prendere le decisioni, le situazioni ambigue. Così come nel laboro di gruppo si è agevolati nel superare il senso di isolamento attraverso il sentirsi appartenere a un gruppo e sperimentare nuove strategie comportamentali.ci viene in aiuto affermando che ogni creazione artistica può potenzialmente sollecitare alcune abilità e risorse.

“Il coraggio di immaginare alternative è la nostra più grande risorsa, capace di aggiungere colore e suspense a tutta la nostra vita”.
Daniel J. Boorstin


© Carla Cantore | Arteterapeuta e formatrice certificata Metodo Caviardage®

MATERA: MEMORIA E SPERANZA

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Inaugurazione sabato 4 dicembre 2021 ore 19
Dal 4 al 12 dicembre 2021
Aperta tutti i giorni escluso lunedì: ore 18.30 – 20.30



A partire dal mese di marzo 2020 anche Arti Visive Gallery ha sospeso ogni attività nel proprio spazio espositivo, aderendo alle disposizioni governative emanate per il contenimento della pandemia da SARS-CoV-2 e ritenendo opportuno che anche l'arte e gli artisti dovessero fermarsi osservando un periodo di silenzio.
Nelle settimane successive, tuttavia, si è fatta pian piano largo la consapevolezza che il momento di particolare difficoltà che stavamo vivendo dovesse essere affrontato non con rassegnazione e abbandono, ma con coraggio, responsabilità e fiducia.
Arti Visive Gallery ha pensato che il tempo di lockdown che ci era stato imposto poteva e doveva essere vissuto come un momento particolare per riscoprire l'arte come strumento privilegiato che gli artisti hanno per offrire una parte di sé, della propria umanità anche e soprattutto in situazioni di difficoltà; per ripensare l'arte come strumento per oltrepassare i confini anche in tempo di distanziamento fisico, come occasione per collegare mondi interni (pensieri, sentimenti e emozioni) con la realtà esterna, anche rimanendo fisicamente dove si è, come opportunità per vedere l'arte come modo creativo, unico e profondo di prendersi cura di se stessi e degli altri nella convinzione che solo la cura di tutti e di ciascuno può renderci più forti e più capaci di affrontare le paure e le fragilità. Scriveva Simone Weil, “ogni volta che facciamo veramente attenzione” e ci prendiamo realmente cura “distruggiamo una parte di male che è in noi stessi”.
Per tutte queste ragioni Arti Visive Gallery ha chiesto nell'aprile del 2020 ad alcuni artisti di offrire una testimonianza scritta o un’opera grafica, pittorica, fotografica, realizzata per l'occasione, che avesse per tema “Matera: memoria e speranza” e traesse ispirazione dai versi di una poesia scritta da Rafael Alberti in occasione di un suo viaggio a Matera nel 1973 custodita in unico esemplare originale dallo Studio Arti Visive.
La poesia si intitola “Vivo fantasma” ed in questo ossimoro abbiamo visto la sintesi di tutta la realtà in cui siamo stati e per certi versi siamo ancora oggi immersi. Una realtà fatta di paure, timori ma anche di speranza. Matera ed i suoi Sassi, durante il lockdown, apparivano, al pari di tante altre città italiane e non solo, come “fantasmi”, svuotati dalla presenza umana di cittadini e visitatori e questa immagine, per i materani, appariva stridere dolorosamente con la pacifica invasione di “abitanti temporanei” conosciuta nel corso del 2109, l'anno vissuto da Capitale Europea della Cultura.
Agli artisti è stato chiesto di essere con noi “ambasciatori” nel nostro paese e nel mondo di questo messaggio di speranza perché ciò che poteva sembrare impossibile potesse diventare quanto prima possibile, perché ciò che appariva “disastro” potesse al più presto tornare ad essere “meraviglia” ai nostri occhi, al nostro cuore, alle nostre menti.
Il Matera International Photography come associazione culturale ha deciso di collaborare e sostenere questo progetto con un apporto di opere fotografiche da parte della fotografa e arteterapeuta Carla Cantore e dell'Editorial and Corporate photogrpaher Antonello Di Gennaro, ma anche nella divulgazione della attività supportando la mostra, l'allestimento e la grafica del catalogo.
Il progetto è stato inserito nella diciassettesima edizione della Giornata del contemporaneo (11 dicembre), promossa da Amaci, Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, che coinvolge musei, fondazioni, istituzioni pubbliche e private, gallerie, studi e spazi d’artista per raccontare la vitalità dell’arte contemporanea nel nostro Paese.
Nel catalogo della mostra figura il testo critico di Carlo Franza.


Alberti Rafael
Albano Irene
Aller Bruno
Apolloni Paolo
Arici Giovanni
Bertloni Massimo
Boggi Lorenzo
Bonanno Giovanni
Bongiani Sandro
Cantore Carla
Capone Nicola
Capucci Giovanni
Carriero Maria Grazia
Carroli Mirta
Cascione Donato
Cataldi Daniela
Colacicco Luca
Di Gennaro Antonello
Di Pede Franco
Facchinetti Marisa
Filardi Giuseppe
Galbusera Renato
Giove Rocco
Jannelli Maria
Kaipia Jouni
L'Annunziata Pietro
Lauria Pino
Lepore Giancarlo
Linzalone Roberto
Maggi Ruggero
Manno Vittorio
Maremonti Cesare
Minedi Gabi
Miriello Giuseppe
Morelli Michele
Orioli Giulio
Padula Angelo
Patrizio Maria
Rizzelli Andrea
Rizzelli Angelo
Sargenti Daniele
Serra Margherita
Settembrini Marisa
Tarasco Pietro Paolo
Terlizzi Ernesto
Tricarico Nino
Venuti Silvia
Xerra William


POESIA: PER IMPARARE AD ASCOLTARSI

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Ho sempre amato la poesia, perché la possibilità di potersi esprimere con poemi, diventa una ulteriore porta di accesso al mondo delle emozioni.
La poesia ha un magico potere, col suo ritmo, con la sua musicalità, con parole che toccano le nostre corde, di entrare in una connessione diretta e a volte rapida con il battito del nostro cuore, risvegliando un sentire autentico, profondo e umano aiuta ad esprimere le proprie emozioi oppure leggendo una poesia ci sembra che il poeta stia parlando proprio con noi, si stabilisce così un contatto intimo, universale e personalissimo al contempo.
Quindi la poesia diventa matrice di un contatto con il proprio corpo e le proprie emozioni che vengono fissate attraverso non semplici parole ma una decostruzione e ricostruzione del presente e del passato nel qui-e-ora reale.
La poesia porta a realizzare una connessione tra parte cognitiva e razionale, creando così un’espressione metaforica e non giudicante. In questo modo, si aiuta a ripristinare la corretta collaborazione tra Mente-Corpo-Cervello.
La poesia diventerà uno strumento per poter accedere all’ascolto del proprio Sistema Emozionale, ad accettare i messaggi del proprio corpo, a non rimuovere le sensazioni ma a restare in ascolto. In particolare la poesia dà la possibilità di amare quelle parti di sé ritenute sgradevoli, grazie alla reinterpretazione delle sensazioni percepite.

“Date voce al dolore; il dolere che non parla, bisbiglia al cuore sovraccarico e lo fa scoppiare” (Shakespeare, 1623) consiglia Malcolm a Macduff nella terza scienza del quarto atto del Macbeth: trovare le parole per esprime una sofferenza traumatica è il primo passo per lenire un dolore. Quanto più un dolore è enorme, tanto più è indicibile, inesprimibile, incomunicabile. La poesia, è, di per sé, come l’arte in generale, esplorazione del cono d’ombra della esistenza, di tutto ciò su cui il lume della conoscenza, o della consapevolezza, non permette al momento di fare chiarezza. E, come ogni vera esplorazione di uno spazio, di un tempo e di un contenuto ignoti, comporta un rischio, che vale la pena di correre nella misura in cui <<ciò che resta lo fondano i poeti>> "(Hölderlin, 1803)

Con degli stimoli si possono creare le proprie poesie, ci sono diverse tecniche di scrittura che aiutano a mettere a fuoco i propri disagi che a volte faticano a trovare un nome, uno di questi è il metodo caviardage® oppure l’Haiku che permette di arrivare all’essenziale, porta ad essere nel qui e ora in quanto utilizza un riferimento alla natura.
Nell’Haiku la costruzione di immagini della natura, porta la persona a porre attenzione alle luci, ai colori, ai suoni e profumi. Porta a dare forma con parole semplici al caos di emozioni e sentimenti. Il dare sfogo ai sentimenti di rabbia, dolore, apatia, porta a un rilassamento della mente e questo permette di comprendere cosa si sta provando.

Le poesie diventano schegge dell’anima.

Nello spazio poetico, creato con l’arteterapeuta, il cliente potrà così essere libero di essere quello che “non è” nella vita per necessità di doversi conformare a richieste ed aspettative degli altri.

In ogni caso egli riceve poi dei rimedi poetici, cioè delle poesie inerenti al suo disagio, che potrà leggere e rileggere, dalle quali potrà lasciarsi accompagnare, guidare e curare.

Carla Cantore

Arteterapeuta | Fotografa

GEP - GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO | NEL BLU DIPINTO DI BLU

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La Galleria Arti Visive comunica che sabato 25 e domenica 26 settembre la mostra/installazione “NEL BLU DIPINTO DI BLU_ Le ali della libertà” rientra nelle GEP - Giornate Europee del Patrimonio, consolidata iniziativa europea promossa dal Ministero della Cultura in considerazione del tema di quest’anno l’inclusione: un invito e spunto per riflettere sulla partecipazione al patrimonio culturale estesa a tutti i cittadini.
Lo slogan “Patrimonio culturale: TUTTI inclusi” è la traduzione di “Heritage: All inclusive” scelto dal Consiglio d’Europa.
Il progetto è patrocinato dal Comune di Matera.

Il progetto è stato promosso dall’Associazione A.Ma.Sa.M., che svolge dal 1997 importanti e svariate attività nell’ambito della salute mentale nella persona della Presidente Lucia, ideato e condotto dall’arteterapeuta Carla Cantore, coadiuvata dalle volontarie dell’associazione: Maria Teresa Cirillo, Giovanna D’Agostino, Grazia Po, Mariella Rago, Anna Silvestro e Ester Esposito Vingiano; svoltosi presso la sede della associazione dal 28 gennaio fino al 27 maggio 2021; in questo periodo i partecipanti: Angelo, Claudia, Francesco, Giorgia, Lino, Luciana, Maria, Michele, Nunzio, Rosa S., Rosa V., Santina e Sara hanno realizzato delle opere di pittura, poesia visiva, manifesti utilizzando anche la scrittura poetica con il Metodo Caviardage® della materana Tina Festa.

L’esposizione è stata curata in collaborazione con il Matera International Photography e con Arti Visive Gallery.
La mostra resterà aperta nei giorni 25 -26 settembre 2021 dalle ore 10 alle 12,30 e dalle ore 17,30 alle 20,00.
INGRESSO LIBERO CON GREEN PASS

NEL BLU DIPINTO DI BLU_PRESENTAZIONE VIDEO E CATALOGO

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Le opere realizzate dai partecipanti: Angelo, Claudia, Francesco, Giorgia, Lino, Luciana, Maria, Michele, Nunzio, Rosa S., Rosa V., Santina e Sara; durante il progetto promosso dall’ Associazione A.Ma.Sa.M., nella persona della Presidente Lucia D’Antona; con l’utilizzo di diversi mediatori artisti tra cui il Metodo Caviardage® ideato dalla materana Tina Festa sono state racchiuse in un catalogo dal titolo “Nel blu dipinto di blu_le ali della libertà” e in un video realizzati dall’arteterapeuta Carla Cantore in collaborazione con Blu Video; entrambi saranno presentati presso Arti Visive Gallery il 24 settembre 2021 ore 18,00


Alla presentazione interverranno: la Presidente dell’Associazione Lucia D’Antona e le volontarie, gli autori, l’arteterapeuta Carla Cantore, i Direttori della Residenza Brancaccio Luca Iacovone e Michele Plati, il rappresentante della Comunità Alloggio Gino Masciullo (Casa Famiglia) Samanta Fusiello, il dott. Luigi Bradascio Ass. Amici del cuore, l’Arcivescovo S.E. Mons. Don Pino Caiazzo, Geo Coretti/Blu Video, Prof. Franco di Pede Arti Visive Gallery, Gianleo Iosca CSV Basilicata, Dott. Marotta D.S.M., la psicologa dott.ssa Caterina Rotondaro, l’ass. sociale dott. Bruno Francione, Antonello Di Gennaro art-director Matera International Photography, M. Rosaria Pellegrino Ass. Moica, Anna Maria Colangelo Ass. AIPD, Bruno Caiella Ass. Maria SS. della Bruna, Pino Loperfido Ass. AVIS, il rappresentante del Comune di Matera.

La mostra è patrocinata dal Comune di Matera.
Il video sarà possibile visionarlo fino al termine della mostra il 26 settembre 2021.
Orari di apertura 10/12,30 – 17,30/20,00
INGRESSO LIBERO CON GREEN PASS


Successivamente il video sarà pubblicato sul sito www.carlacantore.com

RASSEGNA STAMPA
Nel blu dipinto di blu, il 24 settembre presentazione catalogo e video di Carla Cantore negli spazi di Arti Visive Gallery a Matera

A MATERA “NEL BLU DIPINTO DI BLU”, INSTALLAZIONE DELL’ARTETERAPEUTA CARLA CANTORE



NEL BLU DIPINTO DI BLU_ PROGETTO/MOSTRA

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Inaugurazione della progetto/installazione NEL BLU DIPINTO DI BLU promosso dalla Associazione A.Ma.Sa.M., che svolge dal 1997 importanti e svariate attività nell’ambito della salute mentale nella persona della Presidente Lucia D’Antona il 10 settembre 2021 ore 18,30 presso Arti Visive Gallery condotto dall’arteterapeuta Carla Cantore, coadiuvato dalle volontarie della associazione: Maria Teresa Cirillo, Giovanna D’Agostino, Grazia Po, Mariella Rago, Anna Silvestro e Ester Esposito Vingiano; svoltosi presso la sede della associazione dal 28 gennaio fino al 27 maggio 2021.
L’esposizione curata in collaborazione con il Matera International Photography e con Arti Visive Gallery, sarà inaugurata in tutta sicurezza e osservando tutte le precauzioni legate alle disposizioni anti Covid-19.
Il progetto ha portato alla realizzazione di meravigliose opere da parte dei partecipanti: Angelo, Claudia, Cosimo, Francesco, Giorgia, Lino, Luciana, Maria, Michele, Nunzio, Rosa S., Rosa V.,Santina e Sara; i quali sono riusciti a trasformare il materiale fornito dall’arteterapeuta durante i vari incontri, in qualcosa di originale e personale, esprimendo sempre la loro interiorità e la loro personale voce.
Hanno attraversato diverse emozioni e le hanno raccontate utilizzando i diversi linguaggi artistici: foto collage, il disegno, la pittura, la poesia e la scrittura poetica con il Metodo Caviardage® di Tina Festa.

La mostra sabato 25 e domenica 26 settembre rientra nelle GEP - Giornate Europee del Patrimonio, consolidata iniziativa europea promossa dal Ministero della Cultura e coordinata dal Polo Museale della Basilicata in considerazione del tema di quest’anno l’inclusione: un invito e spunto per riflettere sulla partecipazione al patrimonio culturale estesa a tutti i cittadini. Lo slogan “Patrimonio culturale: TUTTI inclusi” è la traduzione di “Heritage: All inclusive” scelto dal Consiglio d’Europa.

All’inaugurazione saranno presenti: la Presidente dell’Associazione Lucia D’Antona e le volontarie, i soci, gli autori Angelo, Cosimo, Francesco, Giorgia, Lino, Luciana, Maria, Michele, Nunzio, Rosa S., Rosa V., Santina e Sara, l’arteterapeuta Carla Cantore, il Direttore della Residenza Brancaccio Luca Iacovone e il rappresentante della Comunità Alloggio Gino Masciullo (Casa Famiglia) Samanta Fusiello.

Inoltre l’associazione A.Ma.Sa.M. ringrazia la Comunità Alloggio Gino Masciullo (Casa Famiglia) e la Residenza Brancaccio in quanto alcuni dei partecipanti sono loro ospiti, Geo Coretti – Blu Video, Arti Visive Gallery e il Matera International Photography.

La mostra resterà aperta dal 11 al 26 settembre 2021 dalle ore 10 alle 12,30 e dalle ore 17,30 alle 20,00

INGRESSO LIBERO


DIALOGA CON LE TUE EMOZIONI: SENTILE, RICONOSCILE E ACCETTALE

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Le emozioni ti migliorano la vita.

Sono molti i preconcetti e le idee sbagliate nei confronti delle emozioni, in particolar modo di quelle che hanno il marchio di negatività.

La comune mentalità razionalista ed efficientista sottolinea i loro effetti nocivi e destabilizzanti, giudica generalmente i loro manifestarsi come atteggiamenti infantili o da reprimere, perché sminuiscono la nostra immagine e le nostre capacità.
Dare spazio alle emozioni, invece in maniera naturale ed equilibrata è di aiuto in molti ambiti della vita, questo non significa rinunciare all’autocontrollo ma anzi il dialogo e la conoscenza con le nostre emozioni ci offre una maggiore autoconsapevolezza e una migliore e più efficace comunicazione con noi stessi e gli altri.

L’intelligenza razionale da sola non ci porta sulla strada più adatta a noi e non ci suggerisce la soluzione più creativa. E’ l’intelligenza quella più sottile, quella dell’intuito, dell’attenzione a diverse sfaccettature che ci da la capacità di considerare diversi fattori ed è indispensabile per la nostra realizzazione.

Se ci affidiamo a ciò che sentiamo, piuttosto che alle idee e aspettative degli altri o a quelle astratte, ci verrà più facile e istintivo scegliere chi avvicinare e chi tenere a distanza.
Le emozioni ci permettono di sentire i desideri degli altri, ci aiutano a trovare le parole giuste o a tacere per evitare malintesi e conflitti.
Permettono di essere più assertivi con i figli, o di capire chi è diverso da noi, perché sono alla base dell’empatia e una guida indispensabile nelle relazioni con gli altri.

Le qualità razionali come lucidità, competenza e capacità sono indispensabili sul lavoro ma sono necessarie anche le caratteristiche emotive come l’entusiasmo, la curiosità, la capacità di lavorare in gruppo. Queste capacità non si sviluppano con atteggiamenti corazzati e freddi, ma lasciando spazio alle emozioni.

Le emozioni sono anche la linfa vitale per l’amore e la sessualità.
Nell’innamoramento ciò che cerchiamo in fondo è la tempesta emotiva che ci travolge piacevolmente in una dimensione profonda e diversa da quella che stiamo vivendo quotidianamente.
Il desiderio è un’emozione potente e travolgente.
Un’emotività che circola fluida è combustibile per noi, è forza vitale, è necessaria per noi e per la nostra coppia, contro la noia, il calo del desiderio e il tradimento.

Saper vivere le emozioni significa evitare di bruciarle, lasciarle spegnere oppure travisarle.

Il corpo è l’espressione più sincera delle nostre emozioni, la strada quindi è quella prima di tutto dell’ascolto delle proprie emozioni dentro se stessi.

Cosa significa ascoltarle?
• concentrarsi sulle sensazioni fisiche.
• notare come le emozioni si ripercuotono sul nostro corpo.
• osservare i propri stati d’animo senza giudizio e senza pensieri (in meditazione questo si chiama TESTIMONE).


Accogliere le proprie emozioni come?
• L’errore che si compie spesso è quello di giudicare i propri stati d’animo interiori dividendoli tra giusti e sbagliati. Ogni stato d’animo è una energia diversa, tutte sono necessarie. Giudicarle secondo schemi mentali significa abortire letteralmente il proprio mondo interiore, scelta che provoca gravi danni in termine di salute.
• Quando arriva una emozione non bisogna combatterla ma ascoltarla. “L’ansia mi fa soffrire, non va bene, bisogna eliminarla quanto prima”. Questo provoca solo una lotta interiore senza fine, dato che sei sempre tu, questo comporta solamente un rifiuto di se stessi.
• Non sempre c’è una causa esterna, quindi rimurginare, cercando un perché o una causa blocca il processo di trasformazione, ti porta fuori strada, ti fa perdere tempo.
• Ascolta il tuo disagio, non lo definire, altrimenti ti identifichi e lo trasformi nel tuo destino. Il disagio è un’espressione della tua anima per portarti a evolvere.
• Siediti e ascolta il tuo disagio, proprio adesso. Non ho niente da dirmi: lo accolgo, gli faccio posto. Dove lo sento? nella pancia, nello stomaco, nel petto, negli arti? Lascia che si accomodi come se fosse un ospite e incomincia un colloquio con il lato più misterioso di te e inizia a incontrare le energie sconosciute che si trasformano.
• Le emozioni sono destinate a scorrere e a trasformarsi … quando si fissano per diverso tempo, per mesi, senza sfumature né variazioni allora le stiamo trattenendo. Diffidiamo delle emozioni che restano immutate: sono creazioni artificiali della nostra mente.

Diventare consapevoli delle nostre emozioni, senza giudizio razionale è possibile, se si impara a mollare la presa, a cedere di fronte ad essa e ad accettarla, perché nasce dalla stessa fonte interiore che porterà la soluzione, se la ascolti e non la ignori.


© Carla Cantore fotografa | Arteterapeuta

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